Facciamo l’amore
Un cubetto di lievito, scartalo piano,appoggialo lì in fondo alla tazza e aggiungi due cucchiaini di zucchero bianco che attiveranno il processo di lievitazione,in un attimo il cubetto di lievito sarà liquido e sprigionerà il suo profumo, usiamo l’olfatto.
Aggiungiamo acqua, riempiamo quasi per intero la tazza e mescoliamo i sapori e i colori, acqua lievito e zucchero, usiamo la vista.
In una ciotola rovesciamo l’acqua e aggiungiamo due cucchiaini di sale, insaporiamo e la farina. Quanta? Non saprei, aggiungiamola in una nuvola bianca e calma, e l’olio che ci farà scivolare dentro le mani tra la polvere e il liquido, passiamo dall’umido al secco, usiamo il tatto.
Adesso ci vuole forza, è il momento! Capovolgiamo tutto sul tavolo e buttiamoci dentro le mani, piano e poi forte e quando arriva il forte facciamolo piano, lecchiamoci le dita adesso, usiamo il gusto.
Manca qualcosa?
Tutto il diverso dev’ essere in uno, che non distingua nessun colore, nessun odore e i sapori siano uno.
Eliminiamo l’eccesso, l’aria dentro è troppa, sbattiamo sul tavolo forte. L’aria uscirà e resterà l’essenza, usiamo l’udito.
Lasciamogli il tempo giusto per legarsi.
Come le cosce di una donna accarezziamo la pasta stendendola, uniamo il fresco profumo di pomodoro e basilico, la mozzarella tagliata che gocciola ancora. Facciamo tutto con le mani. Impariamo a sentire.
Lasciamo scaldare e successivamente cuocere in forno e poi arriviamo al momento perfetto: quando l’olfatto, il tatto, la vista, l’ udito e il gusto di uniranno nell’orgasmo dei sensi.
Perché la gente non fa l’amore così?
Bon appétit.
| inviato da
DoLcEsSeNzA il 4/10/2011 alle 14:5 | |